Cannabidiolo e Animali Domestici

Le attività positive del cannabidiolo possono essere individuate anche negli animali (da compagnia o allevati per lavoro o per alimentazione umana)

Nel corpo e nel cervello di molti vertebrati, è stata dimostrata la presenza di recettori per il cannabidiolo. Quindi, le sue molteplici attività positive, per la salute umana, possono essere individuate anche negli animali, sia da compagnia che allevati per lavoro o per l’alimentazione umana (Silver, 2019).

Considerando le spiccate attività antimicrobiche del CBD, esso potrebbe contribuire, col tempo, a sostituire gli antibiotici sintetici, utilizzati, oggi, sistematicamente, negli allevamenti degli animali da carne. Oltre a ciò l’assunzione di cannabidiolo da parte degli animali da allevamento, potrebbe migliorare, insieme ad altri necessari provvedimenti, il benessere e, quindi, la qualità della vita psichica degli animali. Tale obiettivo rientra nella visione etica ed ecologica di Herbal Neurocare, che si impegna per promuovere il benessere degli animali, oltre che degli umani.

In questa sezione parleremo del cannabidiolo e della sua utilità in Medicina veterinaria e nel benessere dei PETS e degli animali in genere più vicini all’uomo quali il cane, il gatto, il cavallo e gli uccelli da compagnia come, per esempio, i pappagalli.

In generale le indicazione, già ben documentate nella letteratura scientifica per il CBD, sono, in Medicina Veterinaria, quelle concernenti i problemi clinici di seguito  citati (Della Rocca, Di Salvo, 2020).

  • Epilessia
  • Ansia, aggressività eccessiva ed irrequietezza
  • Nausee e mancanza di appetito
  • Dolore
  • Infiammazioni, soprattutto articolari
  • Invecchiamento precoce e disfunzionale
  • Neoplasie

Il CANNABIDIOLO in Medicina Veterinaria è meglio tollerato rispetto alle benzodiazepine e quindi particolarmente raccomandato per CANI e per GATTI.

Nei cani, le benzodiazepine possono provocare reazioni paradosse, con attivazione o con incremento della aggressività.

Nei gatti le benzodiazepine risultano non ben tollerate, in quanto non efficacemente metabolizzate dal fegato felino.

Il CBD, in Medicina Veterinaria, per cani e gatti, si è dimostrato molto maneggevole e ben tollerato.

I dosaggi di cannabidiolo, da utilizzare, sono di 5 mg al giorno per i cani piccoli, 10 mg al giorno per cani di taglia media e 20 milligrammi per cani di corporatura grossa.

Per i gatti si possono utilizzare, in media, 5 mg al dì.

Cannabidiolo e Animali Domestici
Cannabidiolo e Animali Domestici
cannabidiolo per gli Animali Domestici

Il cannabidiolo è il trattamento di elezione per contrastare i dolori articolari e per stabilizzare le emozioni dei CAVALLI

I cavalli sono animali soggetti a traumi delle zampe e, pertanto, facilmente vittime di dolori articolari. Per essi il CBD, in virtù del suo eccellente profilo di tollerabilità, diventa un trattamento ottimale. I dosaggi, descritti nella letteratura scientifica, da utilizzare per i cavalli, sono importanti, considerando la mole dell’animale.

Un cavallo, che pesi tra i 500 kg ed i 1000 kg, avrebbe bisogno di 50 mg di CBD al giorno, somministrati in un’unica dose o divisi in due assunzioni quotidiane, distanziate di alcune ore.

Negli equini, animali molto spesso paurosi e ansiosi, la somministrazione di CBD concorre a stabilizzare le emozioni e l’umore ed rendere l’animale più docile, sereno e collaborativo.

Il cannabidiolo ottiene ottimi risultati terapeutici sui roditori, con un dosaggio estremamente basso.

Poiché il topo ed il ratto sono gli animali più utilizzati per la ricerca farmacologica, si dispone di moltissimi dati positivi sull’impiego del cannabidiolo nella specie dei roditori.

Laddove il roditore sia un PET, ci riferiremo soprattutto ai conigli ed ai criceti che possono essere profittevolmente trattati col CBD, ottenendo ottimi risultati, sia terapeutici che per il wellness quotidiano. Bastano pochissimi milligrammi al giorno, somministrati in un’unica volta.

Cannabidiolo e Animali Domestici
Cannabidiolo e Animali Domestici

La sofferenza dei pappagalli anziani in cattività è alleviata dal cannabidiolo.

Il CBD si rivela molto utile anche nei pappagalli in cattività. Questi uccelli, data la loro longevità, lamentano spesso, durante la loro prolungata senescenza, problemi articolari con dolore e sofferenza generale.

Per un pappagallo anziano, che pesi 300 o 500 grammi, possono bastare un paio di mg al giorno di CBD.

NegEnt è stato testato, con successo, in Medicina veterinaria, per efficacia e tollerabilità.

La sua elevata biodisponibilità, sia per il tramite della mucosa buccale, che attraverso l’apparato digerente, ne rende facile la somministrazione. E’sufficiente deporre una o più gocce di NegEnt in bocca (o nel becco, se si parla di pappagalli o altri uccelli) ed il gioco è fatto, in quanto l’assorbimento risulta immediato e completo!

Ai cani, per esempio, può essere somministrato con poco latte, offerto in una piccola scodella, secondo la lunga esperienza accumulata dal Prof. Tullio Scrimali con i propri stessi amici a quattro zampe.

Per un cane di taglia grande, diluite 2 gocce di NegEnt in 50 ml di latte (una sola goccia se il cane è di taglia piccola) e offrite il preparato al vostro amico a quattro zampe: ripulirà il fondo del contenitore e si leccherà, letteralmente, i baffi!