Cannabidiolo e Animali Domestici

Nel corpo e nel cervello, di molti vertebrati, è stata dimostrata la presenza di recettori per il cannabidiolo e quindi le sue molteplici attività positive, per la salute umana, possono essere individuate anche negli animali, sia da compagnia, che allevati per lavoro o per la alimentazione umana.

Se consideriamo le spiccate attività antibiotiche del CBD esso, potrebbe contribuire, col tempo, a sostituire gli antibiotici sintetici, purtroppo utilizzati oggi sistematicamente negli allevamenti di gli animali da carne. Oltre a ciò l’assunzione di cannabidiolo, da parte degli animali da allevamento, potrebbe migliorare, insieme ad altri necessari provvedimenti, il benessere e, quindi, la qualità della vita psichica degli animali. Ciò rientra nella visione etica ed ecologica di Herbal Neurocare che si batte e si impegna per promuovere il benessere degli animali, oltre che degli umani.

In questa pagina parleremo del cannabidiolo e della sua utilità in Medicina veterinaria e nel benessere dei PETS e degli animali, in genere più vicini all’uomo quali il cane, il gatto, il cavallo e gli uccelli da compagnia quali, per esempio, i pappagalli.

In generale le indicazione, già ben documentate nella letteratura scientifica, per il CBD, sono, in Medicina Veterinaria, quelle concernenti i seguenti problemi clinici

Epilessia
Ansia, aggressività eccessiva ed irrequietezza
Nausee e mancanza di appetito
Dolore
Infiammazioni, soprattutto articolari
Invecchiamento precoce e disfunzionale
Neoplasie

Infatti, in molti cani, le benzodiazepine possono provocare reazioni paradosse, con attivazione o con incremento della aggressività.

Nei gatti le benzodiazepine risultano inoltre molto tossiche per il fegato felino.

Il CBD, in Medicina Veterinaria, come, del resto, in quella umana, si è dimostrato invece molto maneggevole e ben tollerato.

I dosaggi di cannabidiolo da utilizzare sono di 5 mg al giorno per i cani piccoli, 10 mg al giorno per cani di taglia media e 20 milligrammi per cani di corporatura grossa.

Per i gatti si possono utilizzare 5 mg al dì.


Infatti, in molti cani, le benzodiazepine possono provocare reazioni paradosse, con attivazione o con incremento della aggressività.

Nei gatti le benzodiazepine risultano inoltre molto tossiche per il fegato felino.

Il CBD, in Medicina Veterinaria, come, del resto, in quella umana, si è dimostrato invece molto maneggevole e ben tollerato.

I dosaggi di cannabidiolo da utilizzare sono di 5 mg al giorno per i cani piccoli, 10 mg al giorno per cani di taglia media e 20 milligrammi per cani di corporatura grossa.

Per i gatti si possono utilizzare 5 mg al dì.

I cavalli sono animali soggetti a traumi delle zampe e, quindi, facilmente vittime di dolori articolari. Per essi il CBD, per il suo ottimale profilo di tollerabilità, diventa un trattamento ottimale. I dosaggi da utilizzare per i cavalli, descritti in letteratura, sono importanti, considerando la mole dell’animale.

Un cavallo, che pesi tra i 500 kg ed i 1000 kg, avrebbe bisogno di 50 mg di CBD al giorno in un’unica somministrazione o in due al giorno.

Negli equini, spesso paurosi e ansiosi, la somministrazione di CBD concorre a stabilizzare le emozioni e l’umore e rendere l’animale più docile, sereno e collaborativo.

I cavalli sono animali soggetti a traumi delle zampe e, quindi, facilmente vittime di dolori articolari. Per essi il CBD, per il suo ottimale profilo di tollerabilità, diventa un trattamento ottimale. I dosaggi da utilizzare per i cavalli, descritti in letteratura, sono importanti, considerando la mole dell’animale.

Un cavallo, che pesi tra i 500 kg ed i 1000 kg, avrebbe bisogno di 50 mg di CBD al giorno in un’unica somministrazione o in due al giorno.

Negli equini, spesso paurosi e ansiosi, la somministrazione di CBD concorre a stabilizzare le emozioni e l’umore e rendere l’animale più docile, sereno e collaborativo.

Per i roditori si può dire che, essendo il topo ed il ratto, gli animali più utilizzati per la ricerca farmacologica, si hanno molti dati positivi sul

CBD. Da un punto di vista dei PETS, ci riferiremo ai conigli ed ai criceti che possono essere benissimo trattati col CBD, ottenendo ottimi risultati terapeutici e per il wellness, Bastano pochissimi milligrammi al giorno, somministrati in un’unica volta.

Per i roditori si può dire che, essendo il topo ed il ratto, gli animali più utilizzati per la ricerca farmacologica, si hanno molti dati positivi sul

CBD. Da un punto di vista dei PETS, ci riferiremo ai conigli ed ai criceti che possono essere benissimo trattati col CBD, ottenendo ottimi risultati terapeutici e per il wellness, Bastano pochissimi milligrammi al giorno, somministrati in un’unica volta.

Per concludere, occorre dire che il CBD si rivela molto utile anche nei pappagalli in cattività, uccelli che vivendo molto a lungo, lamentano spesso durante la senescenza, problemi articolari con dolore e sofferenza genarle.

Per un pappagallo che pesi 300 o 500 grammi possono bastare un paio di mg al giorno di CBD.

Per concludere, occorre dire che il CBD si rivela molto utile anche nei pappagalli in cattività, uccelli che vivendo molto a lungo, lamentano spesso durante la senescenza, problemi articolari con dolore e sofferenza genarle.

Per un pappagallo che pesi 300 o 500 grammi possono bastare un paio di mg al giorno di CBD.

Il CBD nei PETS e nel cavallo deve essere sempre usato sotto la supervisione del veterinario.

NegEnt è stato testato con successo in Medicina Veterinaria per efficacia e tollerabilità.
La sua facile biodisponibilità, per il tramite della mucosa buccale, degli animali, ne rende facile la somministrazione. Basta deporre una o più gocce di NegEnt in bocca (o nel becco, se si parla di pappagalli) ed il gioco è fatto in quanto l’assorbimento è immediato e completo!

Ai cani può essere somministrato con poco latte messo in una piccola scodella. Diluito in 2 gocce in 50ml di latte e fatelo leccare al vostro cane che ripulirà il fondo del contenitore e si leccherà i baffi